Per coloro che soffrono di polmonite, l’accesso all’ossigeno concentrato può rappresentare la differenza tra la vita e la morte, ma in alcune parti del mondo questo tipo di cura non è sempre facilmente disponibile. Alcuni ricercatori hanno realizzato un concentratore di ossigeno a energia solare, e l’hanno utilizzato in alcuni ospedali in Uganda, dove funziona con successo 24 ore su 24.

L’ossigenoterapia è un trattamento utilizzato comunemente nel mondo sviluppato, per affrontare la scarsità di ossigeno nel sangue che si verifica in condizioni come asma, arresto cardiaco e forte polmonite, dove i polmoni infiammati impediscono il passaggio dell’ossigeno nel sangue. I dispositivi chiamati concentratori di ossigeno possono essere utilizzati non solo in ospedale, ma anche nelle abitazioni, però richiedono elettricità per funzionare. Le regioni con ripetute mancanze di corrente non sono quindi favorite.

A Kambuga, in Uganda, un ricercatore dell’Università di Alberta – Michael Hawkes –  ha lavorato per portare cure più affidabili ai bambini con gravi polmoniti. Hawkes e i suoi colleghi hanno costruito un sistema ad energia solare che fornisce ossigeno ai pazienti con continuità. Sul tetto sono stati posti dei pannelli solari che forniscono energia al concentratore di ossigeno durante il giorno. Il concentratore assorbe l’ossigeno dall’aria. Successivamente, quando il sole tramonta, le batterie caricate grazie ai pannelli solari mantengono il concentratore funzionante per tutta la notte. Il sistema è composto da pannelli solari fotovoltaici a 25 x 80 W (che giornalmente producono 7,5 kWh), da batterie a 8 x 220 Ah e da un concentratore di ossigeno a 300 W.

Per Hawkes “l’ossigeno prodotto dall’energia solare utilizza risorse liberamente disponibili, il sole e l’aria, per curare i bambini malati di polmonite anche nei luoghi più remoti. È molto gratificante per un pediatra fare ricerche in un ambiente con poche risorse, per colmare una lacuna clinica e salvare delle vite. È questo ciò di cui si occupa il nostro lavoro.”

Come prima cosa, il team ha installato questi sistemi negli ospedali in Kambuga e Jinja, dove sono stati utilizzati per curare un gruppo di 28 bambini malati di polmonite. Questo test ha avuto successo e il progetto si è ampliato. Il sistema si è dimostrato molto efficace, al pari del metodo convenzionale basato sull’utilizzo di cilindri. I ricercatori stanno ora lavorando per installarlo in altri  80 ospedali in Uganda.

(fonte: gizmag.com)

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