Anche se non ci avevate mai pensato, è possibile. Pochi giorni fa presso l’American Chemical Society di San Diego (California), è stata presentata una ricerca che utilizza i pomodori danneggiati, e quindi non vendibili per il consumo alimentare, come materia prima per produrre elettricità. I pomodori vengono utilizzati per una particolare cella elettrochimica a base biologica.

Se pensate che la materia prima scarseggi, vi sbagliate: in Florida la coltivazione dei pomodori produce 396.000 tonnellate di scarti ogni anno, e al momento non c’è un efficiente sistema di smaltimento per questi rifiuti.

La cella elettrochimica alla base di questo sistema utilizza batteri per decomporre e ossidare il materiale organico dei pomodori difettosi. Il processo di ossidazione rilascia elettroni, che vengono catturati dalla cella e trasformati in energia elettrica. Il licopene, pigmento naturale contenuto nei pomodori, si è dimostrato un eccellente catalizzatore per questa reazione.

La scoperta apre ampie prospettive di miglioramento e ottimizzazione: secondo i calcoli dei ricercatori, una volta messa a punto la tecnica, gli scarti dei pomodori prodotti in Florida in un anno potrebbero coprire il fabbisogno energetico di Disney World per 90 giorni.

(fonte: acs.org)

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