In Nuova Zelanda, Jeff Hobbs, un ex costruttore di barche, ha ricevuto l’incarico di costruire una piccola casa, di soli 24 metri quadri, su misura per le esigenze della proprietaria e progettista, Briar Hale. Il risultato è una casa con diverse soluzioni per l’autonomia energetica, costruita con otto diversi tipi di legno riciclato e pannelli isolanti fatti con compensato e schiuma.

La superficie è ridotta, ma l’abitazione si sviluppa su due livelli. Al piano terra è presente un’area di soggiorno con grandi finestre, una cucina ben attrezzata, un bagno con box doccia, una piccola zona ufficio e un caminetto. Al livello superiore si trova invece la camera da letto. Tre quarti della casa sono circondati da una terrazza, che espande l’area abitabile verso l’esterno.

Le acque di scarico sono filtrate e raccolte in un serbatoio da 200 litri: l’acqua viene riutilizzata per il giardino, mentre il materiale organico trattenuto dal filtro si usa per produrre compost. Naturalmente, sul tetto ci sono due pannelli solari da 300 W, collegati ad una batteria da 12 V con una capacità di 445 Ah.

Per costruire la casa sono stati necessari circa nove mesi di lavoro di due persone, non sempre contemporaneamente, per un totale di circa 2.400 ore. In questo modo i costi sono stati relativamente contenuti, e il conto per la proprietaria è stato di 130.000 dollari neozelandesi (circa 87.000 dollari USA).

(fonte: gizmag.com)

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